giovedì 9 luglio 2009

E...fuori!

"Tu non sai niente di me"
"E come faccio a saperlo? Sei sempre zitta, non parli mai, non mi parli
"
"Io ti parlo...è che non ascolti
"
"Tu parli?"
"Io sono logorroica, se ti sforzassi di conoscermi lo sapresti. Chiedi a Clix, chiedi a Sil... le persone che mi conoscono lo sanno."
"Tu? Logorroica? ... Tu! Saresti logorroica! Non mi risulta proprio"
"Infatti, mamma, ho detto che lo sanno le persone che mi conoscono..." 


A volte mi rendo conto che per quanto mi sforzi nessuno sappia minimamente come sono. Anche se, in fondo, capire me è un attimo. Ma. Ma il mondo ci cambia, ci fa diventare quello  che non siamo. Ci induce a assumere comportamenti che nella nostra natura non sono assolutamente presenti. {E sto giocando ad una parte che non mi appartiene, e non so neanche il perché. } 

E tu, lo so. Lo so che quando oltrepasso il limite e lascio che quello che ho dentro esca fuori, quando ti dico che hai sbagliato tutto, che non sei nata per fare la madre, che devi uscire dal tuo mondo fatato, che devi iniziare a vedere chi ti circonda...che non hai capito nulla, ti faccio del male. Certe verità fanno male anche a me, tirarle fuori e dirtele in faccia mi fa male ma, arrivata a certi punti, tenerle dentro mi fa più male.
Mi dispiace. Mi dispiace trattarti così, in fondo sei stata una brava madre, prima. È grazie a te se amo leggere, è grazie a te se amo la musica classica, è grazie a te se amo il piano...perché suonavi per me. { È anche per te che ho smesso, ma sono dettagli. } È grazie a te se sono così, no? Tu mi hai insegnato ad essere gentile, a rispettare gli altri, a pensare prima di agire, ad essere matura. Perché me l'hai sempre detto, fino a quando non ho fatto il primo sbaglio, che so ragionare, che sono grande.
Poi ho sbagliato, abbiamo sbagliato...ed è finita la fiducia, è finita la stima, è finito tutto. È finita mia madre... Ma in fondo, era finita prima che io sbagliassi, se non fosse stato così non avrei sbagliato. Non sarei stata sola in mezzo al mondo, pronta a fare una stronzata per attirare la tua attenzione. Ma darsi colpe non serve a niente. In fondo è anche colpa mia se tu, adesso, sei così. Perché le cose che ti dico fanno male, e passerebbe a chiunque la voglia di continuare a lottare. Suppongo.


[ Vedi? Nonostante tutto ti giustifico. Grazie per tutta la pace che mi hai messo dentro. Davvero. Mi hai insegnato a dividere con gli altri tutto quello che avevo, a "porgere l'altra guancia", a lasciar correre. È utile, davvero. Lo ripeto: in fondo è grazie a te se sono quella che sono, se sono diversa da te e se lotterò sempre per non crearmi intorno situazioni come quella che si è creata tra noi. In fondo, se sarò una brava madre (ammesso che la vita lo voglia) sarà anche merito tuo. ]

[ Eccolo, il silenzio che ho dentro. ]
[ p.s.  scusate il caos, ho scritto davvero senza fermarmi neanche un secondo a pensare a come potesse filare meglio il discorso. ]

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