lunedì 7 settembre 2009

Senza pensare

E nonostante tutto continuo a passare davanti alla camera e guardare sul letto in cerca della mia palla di pelo.
Non riesco ad accettare il fatto che non ci sia più. Non riesco ad abituarmici. Non riesco ad abituarmi al fatto che sia andato via l'unico sostegno che avevo qui dentro.
Sono stanca. Dio sono stanca ma ancora non riesco ad accettare il fatto che anche io ho dei bisogni. Che dovrei dedicare del tempo a me stessa, oltre che agli altri. Che anche io ho delle esigenze e dei desideri e che dovrei ascoltarli. Il fatto è che sono nata così e non riesco a mettermi davanti agli altri. Hai sonno, sei stanco, sei incazzata, sei nervosa, hai dei problemi con delle persone. Si, ok. Ma anche io. Ho sonno anche io, sono stanca, sono nervosa, sono spaventata, sono persa, sono delusa, sono triste. Ma allora? Allora perché non riesco a fermare un attimo la ruota e dedicarmi a me, oltre che alle persone che amo? Perché sono così. Perché non me ne frega un cazzo se ho sonno, fame, sete, voglia di spaccare il mondo o di piangere, di scappare o di lottare. I miei bisogni passano in secondo, terzo, quarto piano quando ci sono gli altri. Quando posso fare qualcosa per migliorare la condizione altrui. E allora di che cazzo mi lamento?
Bella domanda. Sono stanca. E so che se se non mi fermo da sola mi fermerà il mio corpo. So che se non rallento un attimo da sola, arriverò al punto in cui sarò così stanca da prendere e sparire, senza dire niente.
E farei la cazzata più grande della mia vita.
È solo che sono stanca di capire. Sono stanca di capire, buttare giù, rinunciare, accettare... Sono stanca.
Voglio un attimo di tregua.


[ Vediamo in quanti prendete male 'sto post. ]

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