venerdì 16 ottobre 2009

Winter fall

Sapevo che effetto avrebbe avuto su di me il freddo. Sapevo che sensazioni avrebbe tirato fuori dalla scatola dei miei ricordi. Sapevo che vuoto mi avrebbe riaperto dentro.
Sapevo che non sarebbe stato facile. È passato quasi un anno. Dio, un anno. È volato via così tanto tempo? Davvero non riesco a credere che siano passati tanti mesi. Gli ultimi quattro li ho vissuti, ricordo ogni attimo. Ma quelli prima non so dove sono. Ne ho già parlato, lo so. Ne ho parlato tante volte. Anche con te, ti ho detto tante volte com'è andata, com'è stato, cos'è successo. Eppure mi sembra di non aver detto nulla. Perché quei mesi li ho persi, e non li recupererò mai. Perché il freddo che c'è ora mi ricorda il vuoto di quella settimana di dicembre, e la sofferenza di un paio di settimane dopo. Mi ricorda il vuoto dei giorni passati sotto le coperte a piangere stringendosi le ginocchia al petto, per non aprirsi in due. Mi ricorda il buco nero, nel marrone dei miei occhi. Mi ricorda il tremore delle mani, il filo di voce che avevo, la rabbia, il dolore ed i polmoni chiusi. Ed è successo quando siamo usciti, quando stavo male. In quel freddo, in quegli odori, ho rivissuto la nostra uscita per la spesa, la passeggiata sotto la pioggia, lo svegliarsi la mattina ed avere freddo, sia dentro che fuori, e mi sono ricordata... E forse è per quello che ho ceduto alla debolezza dell'influenza. Forse è per quello che dopo ho pianto... Il freddo in questo momento mi devasta, nonostante lo ami con tutta me stessa.


Supero anche questa, lo promesso.*
Per chi, come mio marito, se lo stesse chiedendo: no, non è un errore. Ho scritto "lo promesso" apposta, perché è un mio modo di dire. 

[ Nuovo Template. Non è finito... Non credo almeno, visto che non mi piace, però ci voleva. ]

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