giovedì 26 novembre 2009

Bleeding

A volte hai così tante cose da scrivere che non ne scrivi neanche una, perché non sai da dove iniziare.
Sono in apatia. Completamente. Sono così apatica che secondo me sono io che rendo apatica l'apatia, e non il contrario. È che mi mancano gli stimoli, è che la mia "casa" mi soffoca ogni giorno di più, è che vorrei tante cose e non posso averne nessuna, o quasi.
È che a volte, quando suona il citofono, il telefono, o quel che sia, la mia testa pensa a lui. E penso a quanto sarebbe bello, una volta, ricevere una sorpresa. O anche senza sorpresa, sapere che a tale ora il tuo ragazzo passerà a prenderti per uscire, o anche solo per salutarti, perché passava di li. Ma a 458km di distanza è un po' dura da fare. E non è qualcosa, sapevo dall'inizio che sarebbe stato così. Resisto, la resistenza non mi è mai mancata.
È che si compensa con altro, e allora vai avanti più o meno serena. Aspetti quelle due/tre settimane sapendo che comunque puoi contare su altro. E invece no. Perché la vita ti impegna e allora quei 5 minuti di altro vengono meno, perché, effettivamente, sono la cosa più sacrificabile. Ed è giusto così, anche se non è giusto. "Non posso farci niente, certe cose mi emozionano"  "abituati, perché sarà così ogni giorno della tua vita" "non voglio abituarmi, voglio sorprendermi ogni giorno". E infatti mi sorprendo. Per altro, ma mi sorprendo.
Ma la colpa non è solo del tempo che manca. La colpa è anche, e forse soprattutto, dell'apatia di cui parlavo sopra, che mi rende uno spiritello in terra. Non mi va di fare nulla e soprattutto sono mille volte più suscettibile del solito, il che è tutto dire.
Non trovo la ragione per fare nessuna cosa. Mangio perché devo, lavo i piatti perché sennò rimangono li, porto il cane a fare le sue passeggiate perché si deve fare, mi alzo, mi vesto, chiacchiero, metto a posto...perché devo. Se fosse per me mi siederei in un angolo, e rimarrei lì fino alla fine dei tempi. O fino a quando non mi sveglio, come ogni volta. E la cosa bella, in tutto questo, è che quando tutto va come deve andare, so di essere serena e felice.
È stabilità quella che cerco. Vorrei tornare a casa e trovarmi in un ambiente sereno. In cui non sentirmi un peso, un'ospite, una presenza inopportuna. Vorrei tornare a casa e chiudere i problemi fuori. Vorrei sentirmi a casa, appunto. E non posso. Perché a casa mia sono una presenza "di troppo" e perché per avere una casa tutta mia, beh, ci vogliono i soldi. E senza lavoro non si fa nulla. Ed eccoci tornati alla mia apatia, al pezzo più grande del perché sto così. Ho buttato via mille possibilità, ed ora non avere un diploma, non essere all'università e non poter lavorare mi pesa più che mai. E quindi mi spengo, mi passa via tutto. Perché senza lavoro non potrò andare via dalla casa che mi soffoca, perché quando sto in apatia pretendo il 5% di quello che pretendo di solito, ma se non mi viene dato quel 5% divento trasparente e mi ritiro nel mio libro. Mi chiudo li, nella mia solitudine, e ci rimango fino a quando il cuore non smette di sanguinarmi.

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