C'è una cosa, tra le tante, che io davvero non sopporto.
Dico tra le tante perché chi mi conosce lo sa, io sopporto davvero poche cose.
Ma una, una sola, mi fa passare la voglia di continuare a fingere che tutto vada bene: il non essere ascoltata.
La classica scena "tesoro ma mi ascolti?" "certo amore" e intanto ha le ballerine di lap dance in testa, stile Homer con la scimmietta.
È un difetto di crescita.
Mia madre mi ha sempre chiesto "che hai fatto oggi?" "come stai?" "perché non vai a scuola?" e mentre rispondevo la sua mente era altrove, vagava chissà in che posto magico. Nessun problema, basta abituarsi al "mi stai ascoltando?" "sì!" "e cos'ho detto?" e sentirsi rispondere tutt'altro.
Con lei ormai è abitudine. È così da così tanto tempo che ci rimango male, sì, ma neanche combatto. Però se lo fanno gli altri....beh, è la cosa che mi fa più male in assoluto.
È addirittura un gradino sopra il male che mi fa l'essere accusata di mentire, ed ho detto tutto.
Mi fa male.
Preferisco mille volte che mi venga detto "non ho voglia di parlare con te ora" "sono distratto" "devo guardare un cartone" "devo fissare il muro" quello che vi pare.
Ma ditemelo, non fingete di ascoltarmi perché se devo parlare da sola lo faccio da sola, appunto. Non credendo di parlare con qualcuno sentendomi anche presa per il culo.
Nessun commento:
Posta un commento