martedì 30 giugno 2009

Signori Bambini

Mi chiedo spesso perché la vita vada sempre al contrario.
Nell'immaginario collettivo l'adolescenza ed il periodo successivo, il "diventare grandi", dovrebbero essere i periodi più belli, sereni e vissuti dell'intera esistenza. Invece non è così. Da "giovani" ci si ritrova spesso soli, spaesati, spaventati, sull'orlo di un precipizio.
Sinceramente, ne ho visti tanti, troppi...perdersi in questo periodo. Commettiamo errori, perdiamo orizzonti, veniamo delusi, pugnalati, feriti, calpestati, ignorati... Sono tutte cose che fanno crescere, certo. Ma quanto è faticoso arrivare alla meta? All'essere "adulti"? Quante volte si arriva al punto di voler smettere tutto, quante volte si arriva a pensare "basta"?
Io non posso dire nulla, negli ultimi 4 anni l'ho pensato così tante volte che ho perso il conto. Sono sempre stata forte, è sempre stato solo un pensiero da "come sarebbe se...". Solo due volte ho avuto un lampo di paura, ho avuto paura di me stessa e della dolcezza dei pensieri che spariscono, dei problemi che si fanno piccoli, della fine...
Essere piccoli. Dovrebbe essere una cosa bella. Dovremmo essere tutti spensierati, dovremmo goderci la vita e prepararci ai problemi veri, quelli che arriveranno col lavoro, la famiglia, i conti da pagare.
Mi chiedo se siano quelli i problemi. Quando hai una famiglia si è in due, e mano a mano sempre di più, a risolvere i problemi. Questo non li rende più piccoli? Meno taglienti?
E quando sei piccolo, quando in fondo sei solo con le certezze che non hai, che nessuno ti ha dato e che nessuno ti aiuta a creare... non è quello il momento in cui i problemi sono veri? Parole, come sempre.
Io sono per la vita. Nonostante le paure, nonostante il senso di non farcela, nonostante la stanchezza ed il male nel petto, dentro il cuore. Continuo a lottare, perché andare via dalla vita è facile. È facile e anche bello, ti libera da tutto. Ma poi? Chi sarai poi? Cos'avrai fatto della tua occasione?
Nulla.
Ed io non voglio che la mia occasione sia nulla. La porto avanti, per quanto pesante, tagliente, dolorosa e paurosa sia. Chiuderò gli occhi, stringerò i denti. Cadrò...quello è certo. Cadrò mille volte, e mille ancora. Ma mi alzerò sempre, non sarò mai -nulla-. 

{ Per il titolo ringraziamo Daniel Pennac ed il suo libro, che ancora non ho letto. }

1 commento:

utente anonimo ha detto...

Ed ogni volta che cadrai avrai sempre una mano tesa verso di te.. Che come già ti dissi, ti accompagnerà nel'ombra verso la luce. Perché non sarà più, la sola forza della tua volontà. Ma sarà un agglomerato di speranze unite, di forze aggrovigliate, di amore intenso a portarti finalmente alla luce perenne. Perché ti amo piccola. E non rifarò lo stesso errore. Sono solo parole, è vero. Ma è il mio pensiero. Liberi di credermi o meno. E ti dirò di più. Ti amo.